Perseguitare una donna =reato …..attendiamo notizie
Scritto da Catia Acquesta
“Gli indizi sono troppo deboli per arrestarlo”. Così dice il magistrato. Ma dopo pochi giorni, Maria Antonietta Multari viene uccisa a coltellate a Sanremo dall’ex fidanzato Luca Delfino. Numerose le telefonate quotidiane con cui lui la minacciava e l’assillava da quando lei aveva deciso di mettere fine alla loro storia: “Luca Delfino che fa? Luca Delfino se non stai con lui ti uccide”.
Maria Antonietta lo accusa apertamente. Ma lui non si tradisce e nega sempre l’altro omicidio, quello della sua precedente fidanzata. Il tutto registrato dalla Polizia che chiede l’arresto di Delfino. Ma ancora una volta la morte anticipa il fermo dell’assassino. Anticipa la legge. Una legge che ancora non c’è.
Intanto in passato il Governo pare si sia mosso molto poco in questa direzione nonostante l’allarmante situazione che ormai da anni ci rende partecipe di scenari agghiaccianti. Per capire meglio basta dare un occhiata al dato generale su violenze e abusi rivelato dall’ultimo “Rapporto della sicurezza” del ministero dell’Interno: nel 2006 sono state presentate 1.150.000 denunce con donne vittime di violenza sessuale e/o maltrattamenti. Nel 62% dei casi il responsabile dell'abuso o dei maltrattamenti è il partner abituale. Un bilancio aggravato dal numero di donne in età compresa tra 16 e 70 che almeno per una volta nel corso della loro vita hanno subito una violenza fisica o sessuale, circa 6,7 milioni di donne italiane. “ Uno scenario che ha fatto dire al ministro dell’Interno, Giuliano Amato: “Sono assolutamente sconvolto dal capitolo della violenza sulle donne, non solo sessuale”.
Ok, perfetto! Ma dove sono i risultati di un precedente Governo che pare si sia completamente dimenticato della categoria donne vittime di “stalking” (da “to stalk”, perseguitare)? La commissione per le Pari Opportunità della FNSI (Federazione nazionale stampa italiana) in questi anni si è imbattuta in una lotta a denti stretti sull’importanza del ruolo della donna nella società, a tal punto da soffermarsi per periodi interminabili sulla necessità di eliminare l’indelicata presentazione come: “moglie di/ del…” . Ancora oggi si discute sull’esigenza di esprimersi con termini appropriati nei confronti delle donne che hanno incarichi fino a non molto tempo fa assegnati solo a uomini: “sindaco/CA, assessore/RA”, e chi più ne ha più ne metta.”
La nostra signora Pollastrini, ex ministrO o ministrA, fate un po’ come credete, per le Pari Opportunità, ci piacerebbe sapere nel corso del suo incarico come si è mossa a tutela delle donne minacciate, perseguitate, violentate e alla fine uccise e perché finora non è mai stato fatto nulla di concreto. Intanto gli anni passano, le vittime aumentano e a quanto pare ad aumentare sono anche i carnefici. Uno spiraglio di sole inizia ad intravedersi a gennaio 2008, quando la commissione giustizia della Camera ha concluso l’esame dei vari progetti di legge presentati per inserire nel nostro codice penale il reato di “stalking”. Il 28 gennaio l’aula di Montecitorio avrebbe dovuto cominciare l’esame del testo approvato dalla commissione. Ma l’appuntamento è slittato e le elezioni anticipate hanno di fatto vanificato il lavoro svolto. Il progetto di legge licenziato dalla commissione della Camera all’art.1 prevede la modifica del codice penale stabilendo “una pena dai sei mesi ai quattro anni”, “salvo che il fatto non costituisca più grave reato”, per chiunque “reiteratamente minaccia o molesta taluno suscitando una sofferenza psichica o un fondato timore per l’incolumità propria o di un a persona ad esso legata da una relazione affettiva”. Inoltre, la pena può essere aumentata fino alla metà “se il fatto è commesso da persona che sia stata legata da stabile relazione affettiva”.
Il nostro Paese tra quelli più sviluppati è uno dei pochi dove non viene perseguito questo reato che, al contrario, come dimostrano i dati, è un fenomeno allarmante e in continua crescita. Un gruppo di deputati si è comunque impegnato a ripresentare il testo al nuovo Parlamento dopo il voto del 13 e 14 aprile. E facendo i migliori “in bocca al lupo” alla neo eletta ministrO/A per le Pari opportunità Mara Carfagna - con la speranza che si occupi presto di problematiche molto più importati che di “nomignoli” tutti al femminile, indicatori di un ruolo che la donna negli anni ha conquistato – ansiosi, attendiamo notizie.
Firmato, una donna qualunque.
Da www.lettera22.info

