http://www.osservatoriofinanziario.com/of/newslarge.asp?id=493
Nouriel Roubini : Ora tocca all'Europa
"Adesso tocca alle banche italiane".
Lo ha detto ieri notte (5 pomeridiane ora di New York) Nouriel
Roubini , alla Conference Call planetaria via Internet riservata agli
iscritti di RGE Monitor e organizzata da RiskMetrics "The Credit
Crisis: How we got into the Current Mess and How We can Get out".
Roubini si è guadagnato fama di "Cassandra" e di autorevole economista
internazionale per avere predetto, in tempi insospettabili, la crisi
finanziaria mondiale, e per avere previsto, alcuni mesi fa, anche il
fallimento di numerosi grandi gruppi bancari internazionali. Il suo
sito RGE monitor è considerato il primo canale finanziario americano.
In particolare, Roubini, che non ha fatto nomi, ha indicato come
prossimo alla crisi un gruppo italiano che "ha investito troppo in
Paesi come Turchia e Ungheria".
"Adesso tocca alle banche italiane". Lo ha detto ieri notte (5
pomeridiane ora di New York) Nouriel Roubini, alla Conference Call
planetaria via Internet riservata agli iscritti di RGE Monitor e
organizzata da RiskMetrics "The Credit Crisis: How we got into the
Current Mess and How We can Get out". Roubini si è guadagnato fama di
"Cassandra" e di autorevole economista internazionale per avere
predetto, in tempi insospettabili, la crisi finanziaria mondiale, e
per avere previsto, alcuni mesi fa, anche il fallimento di numerosi
grandi gruppi bancari internazionali. Il suo sito RGE monitor è
considerato il primo canale finanziario americano. In particolare,
Roubini, che non ha fatto nomi, ha indicato come prossimo alla crisi
un gruppo italiano che "ha investito troppo in Paesi come Turchia e
Ungheria". Per l'economista newyorkese le banche italiane non sono
ovviamente le sole a rischiare, ma tutti i gruppi bancari europei
starebbero per essere colpiti dallo tsunami che si è abbattuto sugli
Stati Uniti d'America e che, dopo UK e Irlanda, starebbe per arrivare
sull'Europa occidentale, con grande e devastante violenza. "La crisi
in Europa sarà peggiore di quella in USA", ha sottolineato Roubini. In
Europa, dove già Portogallo e Spagna sono ormai da mesi in una
situazione di recessione, la crisi sarà più grave, perché a fronte di
un inflazione elevata si è in presenza anche di una pesante
stagnazione. La BCE con i tassi cerca di tenere sotto controllo il
primo problema, senza alcun controllo politico per cercare di
rilanciare l'economia. In Italia, Francia e Spagna, ha sostenuto
Roubini, ci sarà per tutto il 2009 recessione e credit crunch, oltre
ad una inflazione particolarmente elevata. Si entrerà quindi in una
pesante stagflazione.
Per la "Cassandra" della finanza mondiale, negli USA e nel mondo, Cina
compresa, dove la crescita si è fermata e si prevede che dall'11% si
scenda rapidamente verso il 6%, i prossimi a fallire saranno i fondi,
a partire dai più piccoli, che spariranno a centinaia, e poi le
assicurazioni e i grandi gestori di carte di credito. Resteranno in
piedi sono i gruppi più grandi, quelli il cui crollo avrebbe effetti
dirompenti sull'intero sistema, che dovranno adattarsi ad una
regolamentazione di qualche tipo. Il problema della crisi attuale, ha
detto l'economista americano, riguarda la capitalizzazione: anche
Wachovia soffre di questo problema. "Le banche falliscono per
insufficiente capitalizzazione e non per la crisi nella gestione del
credito".
"Il mercato interbancario è completamente congelato", ha detto
l'economista "non si fa alcuno scambio e ci sono oltre 3 trilioni di
dollari completamente fuori dal mercato bancario". Il problema
riguarda soprattutto il settore corporate dove il credito è
completamente congelato. "Fra sole due settimane cominceranno a
chiudere i battenti le imprese non finanziarie", questa la fosca
predizione di Roubini. E allora, come uscire da "The Mess", dal
"casino"? Prima di tutto nei prossimi sei mesi, bisogna infatti fare
molto in fretta, è indispensabile agire sul fronte della policy
fiscale delle imprese in modo tradizionale e non tradizionale.
Bisogna, inoltre, stendere sopra tutti i depositi una "coperta
assicurativa", che li garantisca. C'è poi un altro problema,
soprattutto in Europa e ancora di più in Italia: per Roubini si sta
per riversare un vero e proprio "tsunami" di denaro proveniente dalle
grande imprese internazionali, che non sanno dove investirlo. In altre
parole, la troppa liquidità di alcune imprese a fronte della stretta
creditizia per quelle più piccole è un altro grande problema. E'
possibile che alcuni grandi hedge fund si trovino a gestire tutto
questo denaro in modo incontrollabile. Da qui l' immediata necessità
di controlli e regole.
E i tassi di mutui e prestiti? Scenderanno pesantemente, sostiene
Roubini, e anche i prezzi scenderanno. Mentre il credito potrebbe
essere sempre più caro soprattutto per le categorie a rischio, senza
garanzie. In altre parole tempi durissimi, con un crollo generalizzato
dei consumi. A chi domandava: ma dove investiamo adesso, nell'oro?
Roubini ha risposto: non nell'oro, ma nel lavoro.
http://blogs.wsj.com/marketbeat/2008/10/02/live-blogging-the-roubiniritholtz-conference-call/
3 Ottobre 2008
Nouriel Roubini : Ora tocca all'Europa
"Adesso tocca alle banche italiane".
Lo ha detto ieri notte (5 pomeridiane ora di New York) Nouriel
Roubini , alla Conference Call planetaria via Internet riservata agli
iscritti di RGE Monitor e organizzata da RiskMetrics "The Credit
Crisis: How we got into the Current Mess and How We can Get out".
Roubini si è guadagnato fama di "Cassandra" e di autorevole economista
internazionale per avere predetto, in tempi insospettabili, la crisi
finanziaria mondiale, e per avere previsto, alcuni mesi fa, anche il
fallimento di numerosi grandi gruppi bancari internazionali. Il suo
sito RGE monitor è considerato il primo canale finanziario americano.
In particolare, Roubini, che non ha fatto nomi, ha indicato come
prossimo alla crisi un gruppo italiano che "ha investito troppo in
Paesi come Turchia e Ungheria".
"Adesso tocca alle banche italiane". Lo ha detto ieri notte (5
pomeridiane ora di New York) Nouriel Roubini, alla Conference Call
planetaria via Internet riservata agli iscritti di RGE Monitor e
organizzata da RiskMetrics "The Credit Crisis: How we got into the
Current Mess and How We can Get out". Roubini si è guadagnato fama di
"Cassandra" e di autorevole economista internazionale per avere
predetto, in tempi insospettabili, la crisi finanziaria mondiale, e
per avere previsto, alcuni mesi fa, anche il fallimento di numerosi
grandi gruppi bancari internazionali. Il suo sito RGE monitor è
considerato il primo canale finanziario americano. In particolare,
Roubini, che non ha fatto nomi, ha indicato come prossimo alla crisi
un gruppo italiano che "ha investito troppo in Paesi come Turchia e
Ungheria". Per l'economista newyorkese le banche italiane non sono
ovviamente le sole a rischiare, ma tutti i gruppi bancari europei
starebbero per essere colpiti dallo tsunami che si è abbattuto sugli
Stati Uniti d'America e che, dopo UK e Irlanda, starebbe per arrivare
sull'Europa occidentale, con grande e devastante violenza. "La crisi
in Europa sarà peggiore di quella in USA", ha sottolineato Roubini. In
Europa, dove già Portogallo e Spagna sono ormai da mesi in una
situazione di recessione, la crisi sarà più grave, perché a fronte di
un inflazione elevata si è in presenza anche di una pesante
stagnazione. La BCE con i tassi cerca di tenere sotto controllo il
primo problema, senza alcun controllo politico per cercare di
rilanciare l'economia. In Italia, Francia e Spagna, ha sostenuto
Roubini, ci sarà per tutto il 2009 recessione e credit crunch, oltre
ad una inflazione particolarmente elevata. Si entrerà quindi in una
pesante stagflazione.
Per la "Cassandra" della finanza mondiale, negli USA e nel mondo, Cina
compresa, dove la crescita si è fermata e si prevede che dall'11% si
scenda rapidamente verso il 6%, i prossimi a fallire saranno i fondi,
a partire dai più piccoli, che spariranno a centinaia, e poi le
assicurazioni e i grandi gestori di carte di credito. Resteranno in
piedi sono i gruppi più grandi, quelli il cui crollo avrebbe effetti
dirompenti sull'intero sistema, che dovranno adattarsi ad una
regolamentazione di qualche tipo. Il problema della crisi attuale, ha
detto l'economista americano, riguarda la capitalizzazione: anche
Wachovia soffre di questo problema. "Le banche falliscono per
insufficiente capitalizzazione e non per la crisi nella gestione del
credito".
"Il mercato interbancario è completamente congelato", ha detto
l'economista "non si fa alcuno scambio e ci sono oltre 3 trilioni di
dollari completamente fuori dal mercato bancario". Il problema
riguarda soprattutto il settore corporate dove il credito è
completamente congelato. "Fra sole due settimane cominceranno a
chiudere i battenti le imprese non finanziarie", questa la fosca
predizione di Roubini. E allora, come uscire da "The Mess", dal
"casino"? Prima di tutto nei prossimi sei mesi, bisogna infatti fare
molto in fretta, è indispensabile agire sul fronte della policy
fiscale delle imprese in modo tradizionale e non tradizionale.
Bisogna, inoltre, stendere sopra tutti i depositi una "coperta
assicurativa", che li garantisca. C'è poi un altro problema,
soprattutto in Europa e ancora di più in Italia: per Roubini si sta
per riversare un vero e proprio "tsunami" di denaro proveniente dalle
grande imprese internazionali, che non sanno dove investirlo. In altre
parole, la troppa liquidità di alcune imprese a fronte della stretta
creditizia per quelle più piccole è un altro grande problema. E'
possibile che alcuni grandi hedge fund si trovino a gestire tutto
questo denaro in modo incontrollabile. Da qui l' immediata necessità
di controlli e regole.
E i tassi di mutui e prestiti? Scenderanno pesantemente, sostiene
Roubini, e anche i prezzi scenderanno. Mentre il credito potrebbe
essere sempre più caro soprattutto per le categorie a rischio, senza
garanzie. In altre parole tempi durissimi, con un crollo generalizzato
dei consumi. A chi domandava: ma dove investiamo adesso, nell'oro?
Roubini ha risposto: non nell'oro, ma nel lavoro.
http://blogs.wsj.com/marketbeat/2008/10/02/live-blogging-the-roubiniritholtz-conference-call/
3 Ottobre 2008

