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L'amore ...e le banche....

..Alfonso Luigi Marra.....

Il cervello contiene un enorme numero

di forme del conoscere (idee,

emozioni, sensazioni, ricordi ecc.)

che, nel loro insieme, costituiscono

la mente, fatta dall’immenso “inconscio”,

e dal molto più circoscritto

“conscio” (la coscienza di sé

istante per istante).

Le forme del conoscere inconsce divengono

consce quando l’individuo,

sotto la pressione delle esigenze,

usando i meccanismi del ricordo, le

preleva dalla mente e le “trasporta”

nel territorio della coscienza di

sé, dal quale esse gestiranno il suo

comportamento.

Diversamente che nell’intelligenza

artificiale, ogni forma del conoscere

è presente in tutte le altre, ma

soprattutto ha in esse un infinito

numero di diverse forme della presenza

e della partecipazione.

Ogni forma del conoscere potrà cioè,

nell’ambito di ogni altra, rimpicciolirsi

fino a divenire invisibile, estendersi

fino a divenire pervasiva, rafforzarsi

fino a divenire dominante,

specializzarsi fino a sembrare presente

senza esserlo o fino ad essere

presente senza sembrarlo ecc.

Avremo così, ad esempio, che quando

la forma del conoscere “paura”

invaderà tutte le altre, diverrà paura/

vizio (vigliaccheria), o addirittura

psicosi, ovvero paura generalizzata

di tutto e tutti, così come la

forma del conoscere “desiderio di

fare” potrà divenire entusiasmo.

Analogamente, nel quadro delle dinamiche

psichiche tipiche delle relazioni

amorose (descritte di seguito),

accade che la forma del conoscere

di una persona (l’immagine,

l’idea di quella persona) pervada

tutte le forme del conoscere di

un’altra.

Tale pervasione potrà avere infiniti

livelli qualitativi e quantitativi, ma

possiamo dire che la qualità e quantità

di pervasione dipende in linea

di massima dal livello di benessere

psico/fisico che un individuo ricava,

o immagina di poter ricavare,

dall’altro.

La pervasione amorosa è in sostanza

ogni volta frutto di un lavoro

dell’inconscio per verificare la corrispondenza

dell’altro a ciò che si

vuole.

Tentando di schematizzare, poniamo

che taluno sia in grado di dire,

fare e dare a talaltra il meglio che

ella possa volere in ogni istante della

sua vita, ovvero di dirle le parole

che più le spiegano, la gratificano o

la entusiasmano; di farle ciò che più

le piace, la coinvolge o la esalta; e

di darle ciò che più la far star bene,

vuole o le serve.

Ebbene, tutto ciò non potrà che dar

luogo ad un “bilancio complessivo”

che si coagulerà nell’inconscio di

colei in quella forma di pervasione

interiore positiva che è l’amore.

Amore che si potrà poi sviluppare

facendo crescere la coppia, specie

se essa riuscirà ad usare la sessualità

nella sua fondamentale valenza

dialogica, ovvero come strumento

per addivenire all’emozionale

profondo dell’altro.

Una valenza, quella dialogica, fortemente

contrastata dal potere economico

perché innescherebbe il confronto

nella coppia e poi nella società,

ed il confronto è in sé rivoluzionario.

Naturalmente può andare anche

diversamente, e ci sono molti casi

in cui, stante la vecchia, ma vigentissima,

concezione strategico prevaricatoria

(ideologia del dominare

o essere dominati, coerente alle

logiche del potere economico), si

potrà paradossalmente amare taluno

per il malessere che ci arreca

magari negandoci, ma qui si sta parlando

dell’amore in senso positivo,

e si preferisce tracciare il quadro

delle sue connotazioni essenziali

per evitare di appesantire l’analisi

con troppe precisazioni o eccezioni,

che ciascuno potrà invece svolgere

per conto proprio.

Diciamo quindi che la qualità e la

quantità della pervasione dipenderanno

dalla qualità e quantità di

positività dell’altro, per cui ciò che

si definisce un grande amore sarà

di solito basato sulle grandi qualità

dell’amato (e sulla capacità di chi

lo ama di recepirle), o quantomeno

su quelle che, agli occhi di colui che

lo ama, appaiono come grandi qualità.

Di tal che, per fortuna anche senza

bisogno reale di chissà quali straordinarie

qualità, sarà sufficiente

che una persona sia adeguata a consentire

una normale vita in comune,

per divenire così il grande amore

dell’altro.

Ciò però sempre che ci si riferisca

a persone che abbiano una media

sensibilità e medie esigenze psichiche,

perché chi ha invece un’acuta

sensibilità e forti esigenze psichiche

finirà in genere per consumare

l’altro che non le abbia ed annoiarsene.

Regola tuttavia anche questa

soggetta a limiti, eccezioni ed intepretazioni

dettate dalle più varie

motivazioni.

Quando comunque lungo la vita della

coppia la pervasione continuerà

ad avere buoni esiti ciò causerà una

sempre migliore armonizzazione

delle forme del conoscere dei due

individui, e questo li migliorerà,

accrescerà e fortificherà.

Pervasione che, trovando, come già

detto, il suo fondamentale strumento

nella sessualità intesa come strumento

dialogico per addivenire all’emozionale

profondo dell’altro,

sarà più ampia, articolata e profonda

quanto più gli individui sono intelligenti

, perché, più gli individui

sono in grado di dialogare su tutti i

piani, e più lo saranno, naturalmente,

anche sul piano della sessualità.

Fermo restando che si tratta di forme

di dialogicità essenziali, che sono

nelle loro linee generali alla portata

di tutti coloro che sono dotati di

un minimo di positività/partecipatività

(dolcezza, pazienza, comprensione

ecc.), che comunque consentiranno

loro di raggiungere forme

di dialogicità sessuale a vari livelli

di intensità.

Questo però solo in astratto.

A parte infatti che la società addirittura

ignora cosa la sessualità

debba essere e che la sua principale

funzione è quella di strumento

per addivenire all’emozionale profondo

dell’altro, abbiamo visto che

il potere economico, in quanto subdolamente

prevaricatorio, ha bisogno

di impedire il confronto.

Ha così soppresso ogni vera dialogicità

sia nella società, bandendo

dai media ogni argomento che potesse

innescare il confronto su piani

significativi, e sia nella sessualità,

riducendola alla mera sfera genitale.

Questa mancanza di comunicazione

ha poi creato la sfiducia e la paura

di tutti verso tutti, ed ecco che

la sessualità è divenuta lo strumento

per tentare di incidere nell’emozionale

profondo dell’altro impedendo

l’accesso al proprio, per cui

il gesto sessuale si è tradotto in

occasione di constatazione del muro

che ciascuno erge a ciascun altro.

Problemi che non è possibile risolvere

senza un preventivo cambiamento

culturale, perché la sfiducia

generalizzata di tutti verso tutti ha

riempito ciascuno di diffidenza, remore,

riserve, malanimi ecc. che

naturalmente vanno celati, sicché

nessuno è in realtà in grado di aprire

il suo emozionale profondo a

nessun altro.

Orribili cose che sono poi alla radice

della variamente diffusa omosessualità,

impotenza maschile e frigidità

femminile, legate la prima e

la seconda alla difficoltà di reggere

il rapporto di coppia eterosessuale,

e la terza all’intento inconscio

di celare al partner le proprie

pulsioni sessuali per il timore (fondato)

che egli non le reggerebbe.

Ciò perché il profondo cambiamento

delle abitudini sessuali avvenuto

nel mondo dal 1968 non era rivolto

a liberare la società dalla repressione

sessuale, ma a rendere

possibile la circolazione delle donne

per fini di consumo.

Con il risultato che, a furia di canzoni,

luoghi comuni e slogan tipo

“fate l’amore non fate la guerra”,

venne divulgata l’idea che la sessualità

fosse una cosa neutra (meramente

genitale) e la si potesse

quindi esercitare senza conseguenze,

laddove, stante la sua valenza

dialogica, ogni società è lo specchio

delle sue concezioni sessuali.

Un processo che ha causato alla fine,

non una società libera ma responsabile

della propria sessualità, ma

una società nello stesso tempo dissoluta

e moralista.

L’individuo moderno, insomma, per

poter provare realmente l’amore e

riuscire a dare contenuti elevati alla

dialogicità sessuale, deve rassegnarsi

alla necessità di una vera rivoluzione

culturale che deve partire

dalla rivolta contro il potere economico,

ovvero bancario, ed in dettaglio

contro il signoraggio primario

e secondario, ovvero contro la

creazione, da proprietarie (da falsarie),

delle banconote ad opera

delle banche centrali, e del denaro

cartolare ad opera delle banche

commerciali.

Alfonso Luigi Marra

Definizione dell’amore, sue cause,

suo modo di insediarsi nel sistema

mentale, e sua alterazione ad

opera del potere economico.

n. 155

21.7.08

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