Il cervello contiene un enorme numero
di forme del conoscere (idee,
emozioni, sensazioni, ricordi ecc.)
che, nel loro insieme, costituiscono
la mente, fatta dall’immenso “inconscio”,
e dal molto più circoscritto
“conscio” (la coscienza di sé
istante per istante).
Le forme del conoscere inconsce divengono
consce quando l’individuo,
sotto la pressione delle esigenze,
usando i meccanismi del ricordo, le
preleva dalla mente e le “trasporta”
nel territorio della coscienza di
sé, dal quale esse gestiranno il suo
comportamento.
Diversamente che nell’intelligenza
artificiale, ogni forma del conoscere
è presente in tutte le altre, ma
soprattutto ha in esse un infinito
numero di diverse forme della presenza
e della partecipazione.
Ogni forma del conoscere potrà cioè,
nell’ambito di ogni altra, rimpicciolirsi
fino a divenire invisibile, estendersi
fino a divenire pervasiva, rafforzarsi
fino a divenire dominante,
specializzarsi fino a sembrare presente
senza esserlo o fino ad essere
presente senza sembrarlo ecc.
Avremo così, ad esempio, che quando
la forma del conoscere “paura”
invaderà tutte le altre, diverrà paura/
vizio (vigliaccheria), o addirittura
psicosi, ovvero paura generalizzata
di tutto e tutti, così come la
forma del conoscere “desiderio di
fare” potrà divenire entusiasmo.
Analogamente, nel quadro delle dinamiche
psichiche tipiche delle relazioni
amorose (descritte di seguito),
accade che la forma del conoscere
di una persona (l’immagine,
l’idea di quella persona) pervada
tutte le forme del conoscere di
un’altra.
Tale pervasione potrà avere infiniti
livelli qualitativi e quantitativi, ma
possiamo dire che la qualità e quantità
di pervasione dipende in linea
di massima dal livello di benessere
psico/fisico che un individuo ricava,
o immagina di poter ricavare,
dall’altro.
La pervasione amorosa è in sostanza
ogni volta frutto di un lavoro
dell’inconscio per verificare la corrispondenza
dell’altro a ciò che si
vuole.
Tentando di schematizzare, poniamo
che taluno sia in grado di dire,
fare e dare a talaltra il meglio che
ella possa volere in ogni istante della
sua vita, ovvero di dirle le parole
che più le spiegano, la gratificano o
la entusiasmano; di farle ciò che più
le piace, la coinvolge o la esalta; e
di darle ciò che più la far star bene,
vuole o le serve.
Ebbene, tutto ciò non potrà che dar
luogo ad un “bilancio complessivo”
che si coagulerà nell’inconscio di
colei in quella forma di pervasione
interiore positiva che è l’amore.
Amore che si potrà poi sviluppare
facendo crescere la coppia, specie
se essa riuscirà ad usare la sessualità
nella sua fondamentale valenza
dialogica, ovvero come strumento
per addivenire all’emozionale
profondo dell’altro.
Una valenza, quella dialogica, fortemente
contrastata dal potere economico
perché innescherebbe il confronto
nella coppia e poi nella società,
ed il confronto è in sé rivoluzionario.
Naturalmente può andare anche
diversamente, e ci sono molti casi
in cui, stante la vecchia, ma vigentissima,
concezione strategico prevaricatoria
(ideologia del dominare
o essere dominati, coerente alle
logiche del potere economico), si
potrà paradossalmente amare taluno
per il malessere che ci arreca
magari negandoci, ma qui si sta parlando
dell’amore in senso positivo,
e si preferisce tracciare il quadro
delle sue connotazioni essenziali
per evitare di appesantire l’analisi
con troppe precisazioni o eccezioni,
che ciascuno potrà invece svolgere
per conto proprio.
Diciamo quindi che la qualità e la
quantità della pervasione dipenderanno
dalla qualità e quantità di
positività dell’altro, per cui ciò che
si definisce un grande amore sarà
di solito basato sulle grandi qualità
dell’amato (e sulla capacità di chi
lo ama di recepirle), o quantomeno
su quelle che, agli occhi di colui che
lo ama, appaiono come grandi qualità.
Di tal che, per fortuna anche senza
bisogno reale di chissà quali straordinarie
qualità, sarà sufficiente
che una persona sia adeguata a consentire
una normale vita in comune,
per divenire così il grande amore
dell’altro.
Ciò però sempre che ci si riferisca
a persone che abbiano una media
sensibilità e medie esigenze psichiche,
perché chi ha invece un’acuta
sensibilità e forti esigenze psichiche
finirà in genere per consumare
l’altro che non le abbia ed annoiarsene.
Regola tuttavia anche questa
soggetta a limiti, eccezioni ed intepretazioni
dettate dalle più varie
motivazioni.
Quando comunque lungo la vita della
coppia la pervasione continuerà
ad avere buoni esiti ciò causerà una
sempre migliore armonizzazione
delle forme del conoscere dei due
individui, e questo li migliorerà,
accrescerà e fortificherà.
Pervasione che, trovando, come già
detto, il suo fondamentale strumento
nella sessualità intesa come strumento
dialogico per addivenire all’emozionale
profondo dell’altro,
sarà più ampia, articolata e profonda
quanto più gli individui sono intelligenti
, perché, più gli individui
sono in grado di dialogare su tutti i
piani, e più lo saranno, naturalmente,
anche sul piano della sessualità.
Fermo restando che si tratta di forme
di dialogicità essenziali, che sono
nelle loro linee generali alla portata
di tutti coloro che sono dotati di
un minimo di positività/partecipatività
(dolcezza, pazienza, comprensione
ecc.), che comunque consentiranno
loro di raggiungere forme
di dialogicità sessuale a vari livelli
di intensità.
Questo però solo in astratto.
A parte infatti che la società addirittura
ignora cosa la sessualità
debba essere e che la sua principale
funzione è quella di strumento
per addivenire all’emozionale profondo
dell’altro, abbiamo visto che
il potere economico, in quanto subdolamente
prevaricatorio, ha bisogno
di impedire il confronto.
Ha così soppresso ogni vera dialogicità
sia nella società, bandendo
dai media ogni argomento che potesse
innescare il confronto su piani
significativi, e sia nella sessualità,
riducendola alla mera sfera genitale.
Questa mancanza di comunicazione
ha poi creato la sfiducia e la paura
di tutti verso tutti, ed ecco che
la sessualità è divenuta lo strumento
per tentare di incidere nell’emozionale
profondo dell’altro impedendo
l’accesso al proprio, per cui
il gesto sessuale si è tradotto in
occasione di constatazione del muro
che ciascuno erge a ciascun altro.
Problemi che non è possibile risolvere
senza un preventivo cambiamento
culturale, perché la sfiducia
generalizzata di tutti verso tutti ha
riempito ciascuno di diffidenza, remore,
riserve, malanimi ecc. che
naturalmente vanno celati, sicché
nessuno è in realtà in grado di aprire
il suo emozionale profondo a
nessun altro.
Orribili cose che sono poi alla radice
della variamente diffusa omosessualità,
impotenza maschile e frigidità
femminile, legate la prima e
la seconda alla difficoltà di reggere
il rapporto di coppia eterosessuale,
e la terza all’intento inconscio
di celare al partner le proprie
pulsioni sessuali per il timore (fondato)
che egli non le reggerebbe.
Ciò perché il profondo cambiamento
delle abitudini sessuali avvenuto
nel mondo dal 1968 non era rivolto
a liberare la società dalla repressione
sessuale, ma a rendere
possibile la circolazione delle donne
per fini di consumo.
Con il risultato che, a furia di canzoni,
luoghi comuni e slogan tipo
“fate l’amore non fate la guerra”,
venne divulgata l’idea che la sessualità
fosse una cosa neutra (meramente
genitale) e la si potesse
quindi esercitare senza conseguenze,
laddove, stante la sua valenza
dialogica, ogni società è lo specchio
delle sue concezioni sessuali.
Un processo che ha causato alla fine,
non una società libera ma responsabile
della propria sessualità, ma
una società nello stesso tempo dissoluta
e moralista.
L’individuo moderno, insomma, per
poter provare realmente l’amore e
riuscire a dare contenuti elevati alla
dialogicità sessuale, deve rassegnarsi
alla necessità di una vera rivoluzione
culturale che deve partire
dalla rivolta contro il potere economico,
ovvero bancario, ed in dettaglio
contro il signoraggio primario
e secondario, ovvero contro la
creazione, da proprietarie (da falsarie),
delle banconote ad opera
delle banche centrali, e del denaro
cartolare ad opera delle banche
commerciali.
Alfonso Luigi Marra
Definizione dell’amore, sue cause,
suo modo di insediarsi nel sistema
mentale, e sua alterazione ad
opera del potere economico.
n. 155
21.7.08
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