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Importante convegno sull'usura a Padova

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Importante convegno sull’usura bancaria a Padova
Confermato l’errore della Banca d’Italia nelle modalità di calcolo dei tassi usurai
 
Organizzato dalla Facoltà di giurisprudenza e diretto dal prof. emerito Alessandro Calvi, con veneta puntualità ed ospitalità, si è tenuto il 10 marzo 2008 nell’aula magna dell'Università di Padova, il convegno "Profili penali dell'usura nell'esercizio dell'attività bancaria"  cui hanno partecipato numerosi avvocati, studenti, magistrati (di seguito è pubblicato il programma).
 
Il convegno è stato particolarmente interessante sia per il contenuto che per le modalità di svolgimento; quello che hanno detto i relatori era in parte già noto agli addetti ai lavori che si occupano dei rapporti banche/clienti, ma l’occasione è stata utile per fare il punto sullo spinoso tema “usura bancaria” e chi ignorava il problema ha avuto preziose informazioni, soprattutto sull’esistenza del reato di “usura oggettiva” (detta anche “usura presunta”), che si ha quando, anche senza una precisa volontà, la banca supera nei rapporti con la clientela (apertura di credito, mutuo, sconto commerciale, leasing, ecc…) il livello fissato per legge dei tassi leciti e in tal caso, come sanzione civile, deve restituire tutti gli interessi percepiti (anche quelli leciti).
 
Il primo relatore è stato il Prof. Mazzacuva che ha sottolineato come l’usura, anche quella bancaria, sia attualmente considerata nel nostro sistema un crimine imperdonabile (non c’è stato indulto) e praticamente imprescrittibile (il termine decorre dalla fine dei pagamenti); ha poi precisato che il bene tutelato non è tanto il patrimonio del cliente, ma “l’ordine economico”, perché con l’introduzione del tasso limite il legislatore ha voluto controllare il mercato del credito; ha sottolineato infine il professore, che le istruzioni della Banca d’Italia sulle modalità del calcolo dei tassi non sono conformi alla legge.
 
Che questa affermazione sia stata fatta in un pubblico convegno e confermata in tutti gli interventi successivi, è molto importante per coloro che hanno un contenzioso, in atto o potenziale, con le banche perché ciò significa che, in molti casi, le banche potrebbero avere applicato (magari inconsapevolmente) tassi oggettivamente superiori al limite, con la conseguenza di dover restituire agli “usurati bancari”, cioè a centinaia di migliaia di piccoli e medi imprenditori, tutti gli interessi ingiustamente percepiti.
 
Il prof. Cian ha poi affermato l’autonomia della sanzione di cui all’art. 1815 del codice civile (la restituzione di tutti gli interessi e le spese) rispetto alla norma penale ed ha sottolineato che questa sanzione, pur dettata solo per il mutuo, può applicarsi anche alle obbligazioni ed a tutti i contatti bancari. Il prof Borsari ha sostenuto che l’usura bancaria e quella criminale sono ontologicamente diverse e facendo una comparazione con le legislazioni degli altri paesi, ha detto che è eccessivo punire così severamente l’usura bancaria (oltre dieci anni, con le aggravanti, più della rapina semplice !).
 
Il prof. Rampioni (difensore di Unicredito) ha sottolinea che l’usura è un reato “artificiale” (non in tutti i paesi è perseguito); ha fatto notare che l’inclusione delle spese nel calcolo del tasso usurario rende più “esosi” i piccoli prestiti su cui, in proporzione, la loro incidenza è maggiore; a suo avviso è la pattuizione il momento centrale della fattispecie penale e non esiste l’usurarietà sopravvenuta. Il prof. Palmieri ha parlato poi degli swaps (scambio di flussi di pagamento collegati a diversi parametri), criticando la finanziarizzazione del mercato del credito ed ha sostenuto che anche in questi casi ci può essere usura, mentre l’avv. Antonelli ha raccontato la sua esperienza di difensore di Antoneveneta nei processi per usura bancaria in corso ad Ascoli Piceno e a Palmi (RC) dove in primo grado c’è stata l’assoluzione dell’ex presidente Marchiorello per non aver commesso il fatto, ma la conferma dell’esistenza di tassi usurai sui conti correnti della banca (il reato c’è, ma non si sa chi è il colpevole).
 
Il prof De Poli ha aspramente criticato la Banca d’Italia (ente privato) per la questione della commissione di massimo scoperto erroneamente esclusa dal calcolo del tasso effettivo; l’avv. Capoti ha esaminato la condotta delittuosa (“farsi dare” = riscuotere interessi usurari e “promettere” = stipulare il contratto) ed ha sostenuto che le variazioni dei tassi avvenute dopo la stipula del contratto sono inefficaci se portano all’usura, in quanto nulle.
 
Il prof Mucciarelli ha esaminato il problema del dolo e dell’errore sul precetto e su legge penale diversa nel caso dell’usura bancaria, trattando anche il tema della mediazione usuraria (art. 644 secondo comma). Il prof Riondato, in base a quanto sostenuto dai vari relatori ha auspicato una riforma dell’attuale “signoria del credito” esercitata dalle banche e nel contempo ha affermato che le norme penali devono essere utilizzate come ”estrema ratio” per il controllo di questo mercato. Il prof. Zanchetti, nell’esame della fattispecie, ha detto che, a suo parere, in alcuni casi si tratterebbe di un reato eventualmente permanente (al contratto c’è l’inizio del reato, alla dazione c’è la conclusione) e che trattandosi di un reato progressivo tutti quelli che intervengono sono punibili; la Banca d’Italia ha dato delle istruzioni, nel luglio 2007, su come deve essere organizzata la banca per rispettare le norme di legge e secondo il professore, i responsabili del reato di usura potrebbero essere quelli che fanno le rilevazioni sui tassi medi.
 
Il prof Zambusi ha parlato della prossima, inevitabile, inclusione dell’usura (compresa logicamente quella bancaria) tra i reati sulla responsabilità amministrativa degli enti che comporterà gravi conseguenze per le banche che non rispettano il tasso soglia, cui potrebbe essere ritirata l’autorizzazione ad esercitare l’attività; la prof.ssa Meneghello ha illustrato una ricerca sulle cause dell’usura (sovraindebitamento, ecc…) e gli strumenti di tutela delle vittime dell’usura (fondo prevenzione e fondo solidarietà) applicabili logicamente anche agli “usurati bancari” ed infine l’avv. Zancan ha citato i dati delle relazioni annuali sugli interventi del fondo di solidarietà e ne ha illustrato il funzionamento.
 
Significativamente tutti i relatori hanno pesantemente criticato il legislatore per la difficile applicazione delle disposizioni antiusura ai casi concreti ed hanno chiesto la modifica di una normativa che sta mettendo in difficoltà le banche, costrette a difendersi dall’accusa, dal sapore antico, di praticare l’usura. Questo lo scopo evidente del convegno; l’impostazione del convegno è risultata un po’ sbilanciata a favore delle banche, perchè tra i relatori c’erano i loro difensori e gli organizzatori si sono ben guardati dal far parlare anche i rappresentanti degli imprenditori vittime; a chi chiedeva (come ha fatto il portavoce nazionale di SOS Utenti, dr. Gennaro Bacile) se c'era la possibilità di illustrare il problema “usura bancaria” anche da questo lato, (in particolare per le modalità di redazione delle perizie) il responsabile del convegno, il prof. Silvio Riondato, cortesemente rispondeva che non c'era spazio per interventi diversi da quelli previsti in scaletta.
 
In conclusione però il prof. Riondato ha pubblicamente riconosciuta la necessità di approfondire gli argomenti attinenti al tema anche dal punto di vista degli “usurati bancari” (almeno un terzo dei correntisti in Italia) e pertanto è stato proposto di organizzare fin da subito un tavolo di discussione ed un altro convegno, dando lo spazio opportuno anche ai rappresentanti delle imprese vittime dell’usura bancaria.
 
Il problema principale che è emerso dai lavori e che nessuno ha saputo risolvere, è stato il fatto che negli anni scorsi la Banca d'Italia ha raccolto le informazioni sul tasso medio effettivo dei conti correnti passivi con un metodo errato (come riconosciuto dalla stessa Banca d'Italia nel dicembre del 2005), soprattutto per quanto riguarda il computo della commissione di massimo scoperto (cms) e che pertanto il Ministero ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale dei dati non corretti e ciò significa che ogni confronto tra il tasso effettivo calcolato in un modo corretto (cioè comprensivo della cms) e quello pubblicato dal Ministero (calcolato senza la cms) non è immediato, con la conseguente inammissibile incertezza applicativa di una norma penale (il problema dell’errore, esaminato dal prof. Muciarelli).
 
D'altra parte restando così le cose, non può essere nemmeno il giudice (per quanto riguarda l'usura bancaria) a dire come si deve fare il confronto tra i tassi praticati effettivamente ed il limite del lecito; non possono certo esserci metodi di calcolo dei tassi diversi a seconda del giudice !
 
In conclusione si devono sottolineare soprattutto gli aspetti positivi di questo convegno (scientifico, non “politico”) che si deve sicuramente iscrivere al merito dell’Università di Padova e dei suoi organizzatori perché nessun’altra istituzione pubblica aveva fin’ora osato organizzare un convegno che ponesse l’attenzione sul fatto che l’usura (un fenomeno giuridico, non economico) può essere praticata anche dalle banche e dalle finanziarie loro collegate, cosa che la stragrande maggioranza ignora perché ritiene (erroneamente) trattarsi di un fenomeno collegato solo con le organizzazioni criminali
 
Che, in fondo in fondo, la realizzazione di questo convegno sia stato un altro miracolo di Sant’Antonio, un santo che si è scagliato in modo speciale contro gli usurai (e contro quelli padovani in particolare) ?!
 
                                                                                  Gianni Frescura