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De Masi:Confermata usura bancaria

..assolti per non aver commesso il fatto...non perchè il fatto non sussiste..(per adesso)
Masi: "Confermata presenza usura in banche"
 
Il Tribunale di Palmi assolve i vertici della banche nazionali, De Masi “Confermata la presenza dell’usura”

 

08/11 Nove persone, tra cui i rappresentanti dei vertici di alcune banche nazionali - Cesare Geronzi, ex presidente di Capitalia (oggi in Mediobanca), Luigi Abete, presidente dela Bnl, Dino Marchiorello, ex presidente della Banca Antonveneta - sono state assolte per non aver commesso il fatto dal reato di usura nei confronti dell'imprenditore Nino De Masi. La sentenza e' stata emessa in serata dai giudici del Tribunale di Palmi dinanzi ai quali si e' svolto il processo. L'undici ottobre scorso il pubblico ministero, Rocco Cosentino, al termine della requisitoria, aveva chiesto l'assoluzione di Geronzi, Abete e Marchiorello, e la condanna degli altri imputati, tutti dirigenti e funzionari dei tre istituti di credito in Calabria, a pene dai due anni ai due anni e sei mesi. I difensori dei nove imputati avevano chiesto, invece, l'assoluzione dei loro assistiti perche' il fatto non sussiste. Al processo si e' giunti dopo una indagine della procura di Palmi avviata con la denuncia di De Masi, che operava nella piana di Gioia Tauro, secondo il quale i tassi di interesse sui propri conti diventavano superiori ai limiti consentiti con l' applicazione delle commissioni di massimo scoperto.
De Masi “Confermata l’esistenza dell’usura”. ''Il Tribunale penale di Palmi, a differenza di quanto richiesto dai legali degli istituti bancari che puntavano all'assoluzione perche' il fatto non sussiste, ha emesso questa sera una sentenza nella quale gli imputati vengono assolti per non aver commesso il fatto''. E' quanto sostiene, in una dichiarazione, l'imprenditore Nino De Masi dalla denuncia del quale era scaturito il processo a conclusione del quale sono state assolte nove persone tra cui i rappresentanti dei vertici di alcune banche nazionali. ''La formula con cui e' stata disposta l'assoluzione - aggiunge De Masi - conferma in pieno l'esistenza del fatto oggettivo, l'usura, non identificandone nelle persone imputate i colpevoli. Risultato, questo, che non e' quanto mi aspettavo. Mi consolo pero' di aver avuto conferma anche dalla giustizia di essere un usurato bancario. E credo che cio' sia uno dei primi casi in Italia. Continuero' le azioni legali per identificare chi e quali uffici hanno commesso materialmente il reato. L'attaccamento alla mia terra, la mia dignita' imprenditoriale, mi portano con grande dispendio di forze ed energie a portare avanti questa immane ed impari lotta. Sono parzialmente soddisfatto ma lo saro' ancor di piu' quando, sia civilmente che penalmente, riusciro' a dimostrare completamente le mie ragioni''. ''La sentenza - conclude De Masi - ha dimostrato che sono stato usurato dalle banche, dopo un anno di dibattimento durante il quale sono stati esaminati dettagliatamente tutti gli estratti conto e le varie voci che li compongono, oltre ad una perizia tecnica richiesta in fase di incidente probatorio e predisposta dalla stessa Banca d'Italia''