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da fb: dall'avvocato ROBERTO DI NAPOLI sulla disinformazione ricevo

Su disinformazione-dissuasione ricevo dall'avvocato ROBERTO DI NAPOLI


Roberto Di Napoli 23 gennaio alle ore 12.42
Caro Domenico, condivido. E' opportuno ricordare che, tra l'altro, i tribunali italiani sono già pieni di cause e, dunque, di gente coraggiosa che ha iniziato le cause contro banche.Tanti imprenditori hanno già avuto ragione, grazie ai legali dell'Adusbef, ma, scusami per la precisazione e forse poca modestia, grazie anche ad altri avvocati che, con vero sacrificio e senso della "vocazione forense", si sacrificano, spesso, anche economicamente, per difendere i più deboli di fronte ai colossi bancari. E'opportuno precisare, poi, che anche il non abbiente (sia un consumatore o un imprenditore) può farsi difendere col patrocinio a spese dello Stato. L'unica certezza che bisogna avere prima di iniziare una causa è la sussistenza dei presupposti e che ci si affidi ad un professionista che conosca realmente la materia. Chi cerca di spaventare le persone con la disinformazione dimentica che ci sono tanti mutui stipulati all'unico fine di estinguere apparenti saldi sui conti correnti e consentire alla banca di assicurarsi un titolo esecutivo (in modo da pignorare gli immobili senza nemmeno fare una causa), ulteriori interessi e l'ipoteca sugli immobili. Molti tribunali, ormai, hanno riconosciuto nulli tali mutui anche per tale ragione (difetto di causa e frode alla legge). Pochi, poi, sanno che, come la banca notifica decreti ingiuntivi abusando, spesso, dell'art. 50 T.U.B., stessa facoltà ha l'imprenditore di notificare decreto ingiuntivo per la restituzione degli addebiti. Mi è già capitato, nel difendere un povero artigiano, di ottenerlo e assistere anche alla "singolare" e "bizzarra" difesa della banca che, assistita da uno dei migliori avvocati della provincia, pensava di intimorirlo denunciandolo per truffa e falso (un pò come il bue che dice cornuto all'asino!). E' superfluo dirTi l'esito: denuncia penale archiviata in pochi mesi in quanto vicenda da risolversi in sede civile. Nel giudizio (civile) di opposizione al decreto ingiuntivo, la banca ha tentato, invano, di opporsi al computo delle ricevute dei pagamenti, per rilevanti importi, in quanto ...... essa, al contrario del mio cliente, aveva distrutto la documentazione che, a suo dire, avrebbe dimostrato l'esistenza anche di prelievi ed addebiti. In un altro caso, a cui sempre ho assistito riguardando mio padre, la banca, dopo avere illegittimamente chiesto ed ottenuto il fallimento e determinato la svendita di un patrimonio di oltre ventimilioni di euro, ..... si è dimenticata (o ha evitato appositamente) di continuare l'opposizione al decreto ingiuntivo per un importo ben superiore a quello da essa vantato e, così, ...... il decreto ingiuntivo è diventato definitivo ed inoppugnabile. Si è difesa, anche in questo caso, denunciando il "creditore-fallito". All'udienza preliminare, l'"imputato-creditore-fallito" ha rinunciato alla prescrizione pur di farsi giudicare e far accertare, anche in sede penale, la legittimità del decreto ingiuntivo. Anche qui la banca è stata sconfitta: imputato prosciolto per insussistenza del fatto.
In un altro caso, a Brescia, un povero anziano, vedovo e bisognoso di cure mediche e colpevole di essere padre di un imprenditore che contestava l'importo vantato da un importante istituto di credito bresciano, si è visto "rapinare" i risparmi sul conto corrente. La Banca aveva ottenuto un decreto ingiuntivo esecutivo contro l'imprenditore e, visto che il padre (che non era socio nè garante dell'impresa del figlio) aveva i suoi risparmi in quella banca ..... è diventato fideiussore. Alla prima udienza, ho ottenuto, per il povero anziano, la sospensione dell'esecuzione ma era troppo poco: i soldi erano stati già "rapinati". In anticipo rispetto ai tempi previsti è stata disposta la c.t.u. grafologica che ha accertato che la firma della fideiussione apparentemente rilasciata dall'anziano ...... era falsa! All'udienza, davanti al giudice, di fronte alla mia richiesta di ordine di restituzione immediata, il legale della banca si è dimostrato "gentilissimo" assicurando che la banca avrebbe provveduto alla restituzione (mi si è detto: "cosa pensi, collega, mica sono delinquenti?"). Fuori udienza ..... la banca ha cambiato idea: pretendeva una denuncia contro ignoti da parte del povero anziano. In seguito ad un mio immediato ricorso, il giudice, fissata apposita udienza, ha ordinato alla banca di restituire le somme immediatamente (e, dunque, senza aspettare nè la sentenza nè il prosieguo della causa) al povero anziano condannando la banca anche alle spese legali.
A Latina, ancora, dopo avere citato un colosso bancario romano per restituzione di rilevante importo, interrotta la causa per la morte di un socio, nel frattempo, la banca ha "bussato alla porta di un giudice diverso da quello che conosceva la causa già introdotta" chiedendo ed ottenendo un decreto ingiuntivo esecutivo contro la stessa impresa. Tentativo debole e durato pochi mesi. Riunite le cause, il giudice, dapprima, ha negato la sospensione dell'esecuzione per un errore. In seguito a ricorso ex art. 700 c.p.c. , con udienza fissata il 2 Agosto (e, dunque, anche in pendenza di sospensione feriale), nonostante la difesa agguerrita della banca che sosteneva fosse impossibile modificare la precedente ordinanza di rigetto, il giudice ha accolto la mia difesa e, ...... revocata l'ordinanza precedente, sospeso l'efficacia esecutiva del "pezzo di [nemmeno soffice] carta" col quale la banca, evidentemente, pensava di sfuggire al giudice competente e rovinare l'impresa.
Mi sono permesso, forse, di annoiarTi con questi casi di soggetti da me difesi per dirTi quanto condivida l'opinione che non bisogna arrendersi di fronte alle pretese delle banche e che, in Italia, ormai, sono tantissime le sentenze che condannano le banche. Quello che serve, appunto, è informare i più deboli (consigliandoli, appunto, di non affidarsi nelle mani di inesperti) ma anche i professionisti visto che, non poche volte, mi è capitato di vedere persone che, danneggiate dalle banche, hanno, poi, ricevuto, come "colpo di grazia", consigli che hanno pregiudicato ogni possibilità di recupero (Sto difendendo un imprenditore a cui, dieci anni fa, di fronte alle pretese della banche, a suo dire, un avvocato gli avrebbe consigliato di ...... presentare, spontaneamente, un'istanza di fallimento contro se stesso. Provvedimento, ovviamente, ottenuto: il fallimento di se stesso!Ovvio, però, che alle banche, finora indisturbate, sarà chiesto il risarcimento).

I libri "dell'apparato", a vedere le sentenze, credo che siano poca cosa e, comunque, ignorati dai giudici. La giurisprudenza è di avviso contrario a quanto loro "pontificano". Nel mio piccolo, come sai, sin dal 2005, pur da perfetto sconosciuto, ho fatto il mio primo libro proprio sull' "anatocismo e vizi nei contratti bancari" , edito da Maggioli che, di certo, è tra le case editrici giuridiche più conosciute e, pur non essendo, certamente, un "capolavoro della letteratura giuridica" si è venduto in quasi cinquemila copie (per un libro di settore non è poco) in due edizioni (2005 e 2008). Ti dovevo, da tempo, inviare una copia che sono certo che apprezzeresti quale mio piccolo contributo ma comprenderai che, tra Brescia e Marsala e, sempre, con "l'acqua alla gola" per impegni professionali, non sono riuscito (provvederò presto). Ora (tempo ed impegni permettendo) sto preparando la III edizione.
Giorni fa mi ha contattato telefonicamente la comune amica Beatrice Zadera. Credo che dovremmo cercare di organizzare un bel convegno in modo da farci sentire sempre di più.
Un abbraccio e buon fine settimana.