- redazione
- Giovedì 13 Marzo 2008
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Sono 108 le imprese di piccole e medie dimensioni, situate soprattutto in Lombardia e Veneto, costrette al fallimento per colpa del fisco.
Lo scrive Panorama nel numero in edicola da venerdì 14 marzo. La colpa del fallimenti, che hanno portato al licenziamento di 3.712 dipendenti, è dei sistemi di riscossione “aggressivi” dell’Equitalia, la società (controllata al 51 per cento dall’Agenzia delle entrate e al 49 per cento dall’Inps) incaricata di riscuotere per conto del fisco.
Tanto aggressivi da essere definiti “inaccettabili” dal presidente dei Garanti del contribuente Domenico Ciavarella in una dura relazione firmata con Antonio Ribolsi consegnata al governo e al Parlamento alla fine di febbraio che Panorama ha potuto consultare.
In base agli accertamenti effettuati, i Garanti hanno constatato un modo di condurre le azioni esecutive da parte dell’Equitalia che a loro giudizio rasenta la brutalità. È avvenuta «una vera e propria aggressione nei confronti delle imprese che, per vari motivi non riconducibili necessariamente alla volontà di evadere le tasse, si trovano nell’impossibilità di pagare le imposte» scrivono nella relazione Ciavarella e Ribolsi, che spiegano: Equitalia, “pur in presenza di elementi patrimoniali alternativi sufficienti a garanzia del ruolo (cioè della tassa da pagare, ndr) si è rivolta alle banche per il pignoramento dei beni” mettendo in moto un meccanismo infernale.
Messe sul chi va là e allarmate forse oltre il dovuto, le stesse banche hanno chiuso i rubinetti del credito agli imprenditori facendo saltare le aziende.

